La mobilità volontaria tra pubbliche amministrazioni (anche nota come passaggio diretto tra enti diversi) è uno strumento fondamentale di gestione del personale nel pubblico impiego, disciplinato principalmente dall'Articolo 30 del D. Lgs. 165/2001. A partire dal 1° gennaio 2025, a seguito della scadenza di alcune deroghe normative, questa procedura riacquista un ruolo centrale e, in molti casi, obbligatorio prima dell'indizione di nuovi concorsi pubblici.
1. Cos'è la Mobilità Volontaria
La mobilità volontaria è il processo attraverso il quale un dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato in una Pubblica Amministrazione ottiene il trasferimento in un'altra amministrazione, mantenendo la qualifica e la posizione economica corrispondente (Art. 30, comma 1, D.Lgs. 165/2001).
Questa forma di reclutamento è particolarmente vantaggiosa per le amministrazioni:
- Efficienza: Permette di coprire rapidamente i posti vacanti con personale già formato ed esperto.
- Contenimento dei Costi: Non genera nuove spese per assunzioni esterne, trattandosi di un trasferimento.
- Priorità: Dà priorità al personale pubblico rispetto all'assunzione dall'esterno.
2. Il Ritorno all'Obbligatorietà (Dal 2025)
La novità di maggiore impatto riguarda l'applicazione dell'Art. 30, comma 2-bis, del D. Lgs. 165/2001, che torna pienamente efficace.
Prima del 2025, grazie a specifiche deroghe, l'indizione di procedure di mobilità volontaria era diventata facoltativa per molte PA prima di bandire un concorso.
Dal 1° gennaio 2025, invece, l'obbligo è ripristinato:
Le amministrazioni sono tenute a verificare la possibilità di coprire i posti vacanti in organico mediante la mobilità prima di avviare procedure concorsuali o di scorrimento di graduatorie di concorsi pubblici.
Questo significa che, salvo specifiche eccezioni, la mobilità deve essere considerata la via prioritaria per il reclutamento. Le amministrazioni devono quindi pubblicare un Avviso di Mobilità (spesso tramite il portale inPA) per acquisire le manifestazioni di interesse prima di poter procedere con un bando di concorso.
3. La Procedura: Dalla Pubblicazione alla Stipula del Contratto
La procedura si articola in fasi ben definite:
A. Avviso e Requisiti
L'amministrazione ricevente (che intende assumere) pubblica un Avviso di Mobilità, specificando:
- Il profilo professionale e la categoria da coprire.
- I requisiti specifici e le competenze professionali richieste.
- I criteri di valutazione (titoli, esperienza, colloquio).
B. Candidatura e Selezione
I dipendenti interessati presentano domanda. L'amministrazione valuta le candidature attraverso la selezione comparativa che può includere la valutazione del curriculum e un colloquio mirato a verificare l'idoneità professionale del candidato al nuovo contesto organizzativo.
C. L'Accoglimento
Una volta individuato il candidato idoneo, l'amministrazione procede con l'atto di mobilità e la stipula di un nuovo contratto individuale di lavoro.
4. Il Nodo Cruciale: Il Nulla Osta dell'Ente di Appartenenza
Uno degli aspetti che ha subito le modifiche più significative negli ultimi anni è il ruolo dell'amministrazione cedente (quella di origine del dipendente).
La legge di conversione del D.L. 80/2021 (cd. Decreto Reclutamento) ha stabilito un principio di massima libertà del dipendente nel chiedere la mobilità, eliminando in via generale il previo assenso (Nulla Osta) dell'amministrazione di provenienza.
Tuttavia, il consenso dell'amministrazione cedente rimane obbligatorio solo in tre casi specifici e tassativi:
- Personale Neoassunto: Se il dipendente è stato assunto da meno di tre anni (periodo di "blocco").
- Posizione Infungibile: Se la posizione ricoperta dal dipendente è dichiarata motivadamente infungibile (ovvero, la sua assenza è dimostrabile che non può essere sopperita nell'immediato).
- Carenza di Organico: Se la mobilità comporterebbe una carenza di organico superiore al 20% nella qualifica e nel profilo professionale del richiedente.
In tutti gli altri casi, l'amministrazione cedente ha l'obbligo di concedere il nulla osta, che si configura come un atto dovuto, subordinato alla verifica delle sole condizioni sopra elencate.
5. Deroghe e Limiti per gli Enti Locali
È importante notare che le disposizioni sulla mobilità volontaria non si applicano a tutti gli enti allo stesso modo. In particolare, gli Enti Locali con un numero di dipendenti a tempo indeterminato non superiore a 100 (piccoli Comuni) sono stati oggetto di specifiche deroghe normative che possono escluderli o limitare l'applicazione di alcune regole, come l'obbligo del nulla osta o, per il futuro, lo stesso obbligo preventivo al concorso, a seconda delle norme di bilancio e assunzionali vigenti.
Per la piena validità della procedura e per evitare contenziosi, le PA devono operare con la massima trasparenza, assicurando che l'Avviso di Mobilità sia adeguatamente diffuso (anche attraverso il Portale inPA) e che la selezione sia basata su criteri oggettivi e predeterminati.